No, il PFU è un rifiuto speciale non tossico nocivo; è peraltro molto stabile nel tempo e resistente alle condizioni atmosferiche, come si può notare dalla presenza stabile di pneumatici nella vita quotidiana di tutti.
Proprio per questa loro stabilità, i PFU possono diventare negativi per l’ambiente perché ne deturpano il paesaggio, senza possibilità di biodegradazione.
Anche la prassi in vigore fino a pochi anni fa di metterli in apposite discariche, è stata ritenuta ambientalmente non corretta fin dal 2006, sia per l’eccessiva occupazione di spazi comunque scarsi sia per l’insensatezza di mettere sotto terra un oggetto di alto valore sia come recupero di materia che di energia. Diverso lo scenario nel caso in cui il PFU prende fuoco.
Se il PFU prende fuoco in ambiente libero, si formano fumi e percolati di natura tossico-nociva. Si possono contaminare il terreno e le falde acquifere circostanti, e si può sviluppare un fumo denso e scuro, che oltre a limitare la visibilità, può avere un impatto dannoso sulla salute umana e sull’ambiente. In tali circostanze, dunque, è fondamentale l’intervento tempestivo e la gestione da parte di personale specializzato dei vigili del fuoco per contenere e minimizzare l’impatto per l’ambiente ed i cittadini.
I PFU sono molto ambiti nei settori industriali particolarmente energivori perché il loro potere calorifico è pari a quello del carbone fossile e inoltre sono privi di alcuni elementi indesiderati per la combustione. Nell’utilizzo, occorre però rispettare processi e parametri idonei, peraltro ben consolidati da esperienze ampie e di lungo periodo: in tal caso non vi sono danni all’ambiente o alla salute delle persone.
Per questo Ecopneus si affida principalmente ad impianti di produzione di cemento per il recupero di energia dai PFU, poiché per le elevate temperature a cui lavorano questi impianti, e per gli standard di qualità che sono richiesti ai loro prodotti finali, si possono avere quelle garanzie necessarie per assicurare la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente.
Sì, in Italia e nella maggior parte dei Paesi avanzati di tutto il mondo, sono stati condotti numerosi studi, da parte di Università, centri di ricerche sia pubblici che privati, Istituzioni, Aziende e Associazioni. Tali studi evidenziano come siano numerosi gli impieghi idonei e come possano portare molteplici vantaggi, ad esempio la maggiore sicurezza stradale data dall’uso del polverino di gomma da PFU nella realizzazione di asfalti modificati.
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