In fattura è sempre visibile, scorporato e distinto dal prezzo del pneumatico, il contributo ambientale versato, lo strumento economico necessario ad assicurare un corretto recupero dei PFU. Il contributo ambientale costituisce la sostituzione di un costo che l'automobilista già sosteneva, solamente era "annegato" nel prezzo complessivo versato per le operazioni di sostituzione dei pneumatici. In questo modo il consumatore ha piena visibilità del contributo che gli viene chiesto e che è necessario al trattamento completo del PFU che genera il cambio di pneumatico e non è più esposto a manipolazioni commerciali (rincari, sconti) su questo aspetto.
Inoltre ha la certezza che quanto paga è un valore sottoposto a controllo da parte delle Autorità e che viene solamente e completamente utilizzato per effettuare il corretto trattamento previsto. Inoltre non è nemmeno più sollecitato a portarsi via i propri PFU, non vede più abbandoni di PFU e ha la certezza che il recupero avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. Per favorire una corretta informazione sul contributo ambientale e il suo impiego Ecopneus ha creato anche il sito www.contributopneumatici.it in collaborazione con alcune delle principali associazioni consumeristiche italiane.
Il cambio di pneumatici in proprio, data la complessità delle operazioni e l’elevato grado di specializzazione dei macchinari necessari, non è in pratica attuabile.
Per garantire l’adempimento completo e sicuro delle funzioni del pneumatico, al momento della sua sostituzione è infatti indispensabile :
Il progressivo cambiamento della forma (sezione) dei pneumatici, con allargamento del diametro di calettamento e della sezione, ha reso sempre più delicata l’operazione di cambio dei pneumatici, che deve essere eseguita da specialisti, con macchine tecnicamente sempre più sviluppate allo scopo.
No, Ecopneus interviene solamente presso i siti ove avviene un cambio regolare di pneumatici, successivo alla data di inizio delle attività come fissato nel decreto. PFU precedentemente staccati e/o detenuti da privati non possono essere raccolti da Ecopneus.
I pneumatici sostituiti sono un rifiuto e quindi devono essere destinati obbligatoriamente al trattamento di recupero; non possono essere abbandonati, o impiegati in utilizzi non espressamente autorizzati.
Il singolo cittadino che dovesse incontrare dei depositi di PFU al di fuori delle aree autorizzate allo stoccaggio, deve contattare l’azienda municipalizzata o concessionaria per la raccolta dei rifiuti o la polizia locale (e più in generale le forze dell’ordine ) e segnalare il luogo dell’abbandono.
Questo perché il deposito, il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento dei PFU, inquadrato come rifiuto speciale non pericoloso, deve avvenire in spazi autorizzati da personale qualificato e in possesso dei requisiti di legge per il trattamento del rifiuto in questione: lo sversamento in zone non adibite alla raccolta PFU è punito dalla legge. Il privato che desiderasse liberarsi di pneumatici fuori uso in proprio possesso da periodi precedenti, deve contattare l’isola ecologica o il centro di raccolta di riferimento per la sua zona e conferirvi il rifiuto dietro pagamento del corrispettivo per il necessario recupero.
Per quanto negli anni passati possa essere stato tollerato un suo marginale utilizzo domestico in contesti diversi dai corretti canali di trattamento, il Pneumatico Fuori Uso è pur sempre un rifiuto, inquadrato distintamente da una normativa italiana e per questo deve essere gestito solamente da persone in possesso di specifiche autorizzazioni e per scopi di trattamento e recupero ben definiti.
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