Nel momento dell’installazione di un nuovo pneumatico su un veicolo, si libera quello vecchio che può essere:
Nel terzo caso, si è generato un Pneumatico Fuori Uso.
Anche nella demolizione di un veicolo, al momento della separazione di tutti i suoi pneumatici, si propone una identica casistica.
Si tratta di un oggetto molto sofisticato, che da quasi 150 anni viene progettato e realizzato per assicurare sempre le migliori prestazioni. Presenta una struttura complessa, contenente al suo interno anche rinforzi metallici e tessili, i cui componenti principali sono:
• elastomeri dal 45 al 47%
• nerofumo dal 20 al 22%
• rinforzi metallici dal 16 al 25%
• rinforzi tessili fino al 6%
• altri ingredienti e zolfo da 1% a 3%
Granuli e polverini ricavati dal trattamento di frantumazione dei PFU rimangono particelle di mescola irreversibilmente vulcanizzata, cioè materiale polimerico che non riesce più a legarsi chimicamente con altre materie prime; d’altra parte, i pneumatici sono prodotti di alta tecnologia a cui sono richiesti, durante il loro utilizzo sui veicoli, elevate prestazioni: l’introduzione di granuli e polverini ricavati da PFU - in quantità significativa - nella fabbricazione di pneumatici nuovi, pur comportando un importante vantaggio di costo al produttore, darebbe luogo a pneumatici con minori prestazioni.
Infatti, non è tuttora tecnicamente fattibile il ripristino dei legami chimici originali, in modo da poter riciclare i PFU nella produzione di nuovi prodotti. Sono comunque in corso da anni studi e ricerche in proposito e i risultati raggiungibili non sono per ora prevedibili. E’ invece accettabile il riciclo in altri prodotti in gomma che, avendo minori esigenze prestazionali, possono assorbirne una maggior presenza.
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