Focus: gli asfalti modificati con polverino di gomma

Dettaglio della pavimentazione in conglomerato bituminoso del tipo “gap-graded”

ll polverino di gomma derivante dalla frantumazione dei PFU può essere usato quale componente aggiuntivo dell’asfalto per creare un conglomerato bituminoso dalle elevate prestazioni e dai numerosi vantaggi. Gli asfalti modificati, infatti, contengono leganti che permettono:
 

  • maggiore resistenza alle deformazioni permanenti grazie all’elevata viscosità del legante;
  • maggiore elasticità e prestazioni efficaci della superficie sia alle alte che alle basse temperature;
  • eccellente resistenza del conglomerato all’azione dell’acqua senza l’aggiunta di additivi specifici;
  • trattamenti SAM/SAMI (Stress Absorbing Membrane-Interlayer) che allungano la vita utile della pavimentazione: sfruttando le caratteristiche del bitume “gommato” si possono infatti realizzare membrane -superficiali o intermedie- molto efficaci contro i fenomeni di fessurazione.


Tra le proprietà più interessanti si evidenziano:
 

  • maggiore durata e minori costi di manutenzione;
  • maggiore resistenza della superficie alle deformazioni permanenti;
  • ridotta sensibilità alla temperatura;
  • migliorata resistenza all’invecchiamento e all’ossidazione grazie principalmente alle percentuali più elevate di legante e alla presenza di antiossidanti nella gomma del pneumatico.

Le pavimentazioni stradali con leganti in gomma comportano:
 

  • risparmio energetico e di risorse naturali, impiegando elastomeri recuperati come materiale base;
  • riduzione del rumore generato dal rotolamento dei pneumatici e dal traffico veicolare in genere. La struttura dei conglomerati “gommati” permette la realizzazione di pavimentazioni “meno rumorose” anche su infrastrutture che difficilmente accetterebbero altri tipi di conglomerati fonoassorbenti.


La sperimentazione nella Provincia di Torino

Il rettifilo e la rotonda asfaltati 
utilizzando conglomerato bituminoso contenente polverino di gomma 
derivante da pneumatici fuori usoA novembre 2010, nella Provincia di Torino è stato asfaltato un tratto di 1.200 metri con conglomerato bituminoso contenente polverino di gomma derivante da Pneumatici Fuori Uso: Ecopneus è stato uno dei promotori della sperimentazione effettuata nell’ambito dei lavori per la realizzazione della circonvallazione di Venaria e Borgaro. Una superficie di circa 16.000 metri quadrati è stata, infatti, coperta con asfalto modificato, nella cui mescola è presente polverino proveniente dal recupero di 21.000 kg di PFU.

La superficie asfaltata funge da tronco-pilota per la verifica delle prestazioni in opera del tappeto di usura in conglomerato bituminoso del tipo “gap-graded”, contenente, appunto, polverino di gomma da Pneumatici Fuori Uso. In tal modo si potranno monitorare e verificare le prestazioni dell’asfalto, confermandone i vantaggi principali già evidenziati negli altri Paesi. Si tratta di un risultato importante per l’Italia, che apre scenari futuri di notevole importanza sia per la tutela ambientale, sia per la tutela dei fruitori delle strade.
Per questo, Ecopneus, certa del risultato, nel 2009 aveva sottoscritto un Protocollo d’Intesa con la Provincia di Torino, FISE-UNIRE (Associazione delle imprese di recupero e riciclaggio dei rifiuti), SITEB (Associazione degli operatori del settore stradale e bitume) e ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) con l’obiettivo di avviare, con il supporto tecnico-scientifico del Politecnico di Torino, una sperimentazione innovativa ed unica in Italia per completezza e valore scientifico, per la definizione del migliore utilizzo del polverino da Pneumatici Fuori Uso nei bitumi stradali.
Alla fase realizzativa hanno contribuito anche le società Tritogom srl di Cherasco (CN) e Rubber Affair srl di Settimo Torinese, che hanno fornito gratuitamente il polverino, mentre la COGEFA ha proceduto alla produzione e stesa del conglomerato modificato.