Il recupero di energia

Possono beneficiare del potere calorifico del PFU, pari a quello del carbone, cementifici e aziende che producono vapore ed energia elettrica. Le proprietà del PFU lo rendono molto apprezzato come sostitutivo dei combustibili solidi fossili, per il favorevole rapporto potere calorifico-emissioni.

Infatti, la presenza di gomma naturale e di fibre derivate da cellulosa nei PFU – stimate corrispondere al 27% in peso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – permette di ridurre considerevolmente la quantità di CO2 fossile emessa dagli impianti di combustione che impiegano i PFU in sostituzione dei combustibili fossili. Il basso contenuto di metalli pesanti e di zolfo nei Pneumatici Fuori Uso, in comparazione ai combustibili fossili tradizionali, riduce considerevolmente la presenza di questi elementi nei fumi di combustione, facilitandone quindi il trattamento e confermando, di fatto, il minore impatto ambientale dato dall’impiego dei PFU.

Le destinazioni d’uso per il recupero energetico dei PFU

Il canale predominante in Italia è il recupero energetico nei cementifici, con 5 impianti attivi e oltre 60.000 ton di PFU impiegate, quantità che comprende le destinazioni come flusso singolo e come miscela in CDR (Combustibile Da Rifiuti). Parallelamente, per la produzione di energia elettrica, gli impianti italiani utilizzano più di 45.000 ton di PFU, sia come flusso singolo che in CDR.

Le principali destinazioni d’uso individuate a livello internazionale riguardano:

Cartiere

cartiera

L’impiego di cippato da PFU, in parziale sostituzione di legno di scarto e corteccia, permette di incrementare l’efficienza di combustione delle caldaie industriali in cartiera, oltre a preservare la corteccia per impieghi più idonei.
Date le temperature di combustione relativamente basse, è necessario adottare modifiche tecniche di impianto per poter garantire la qualità delle emissioni.

Cementifici

cementificio

Le elevate temperature di combustione (>1400°C) necessarie alla produzione di clinker e la possibilità di integrare il ferro contenuto nei PFU all’interno del prodotto finale, fanno del cementificio un ottimo impianto di valorizzazione energetica dei Pneumatici Fuori Uso. In funzione del processo e dell’impianto, possono essere impiegati i PFU interi oppure frantumati in diverse pezzature. Nel caso in cui la miscela minerale delle materie prime non richieda l’integrazione di ferro, può essere utilizzato un cippato deferrizzato da PFU per innalzare il potere calorifico del combustibile da rifiuti (CDR). L’impiego di PFU risulta particolarmente utile laddove sia richiesta al cementificio la riduzione di emissioni di NOx.

Impianti di produzione calce

calceGli impianti di produzione della calce, analogamente ai cementifici, possono utilizzare i combustibili derivati da PFU. La produzione di calce non richiede tuttavia i lunghi tempi di cottura del clinker che sono invece ottimali per garantire la completa combustione dei PFU. Per questo motivo e per il possibile scurirsi della calce ottenuta, l’impiego in tali impianti è assai limitato.

Centrali Termoelettriche

termoelettricoAlimentate unicamente da PFU (interi o frantumati) o da miscele di combustibili (anche da CDR), non offrono il vantaggio tipico dei cementifici di utilizzare anche il ferro dei PFU che, se presente, è quindi uno scarto di combustione. Ciononostante, la ridotta produzione di NOx e la percentuale di biomassa rapportata al potere calorifico del PFU, ne rendono vantaggiosa la valorizzazione energetica. L’impiego di cippato in aggiunta al carbone polverizzato richiede una linea di alimentazione dedicata alla gomma, grazie al potere calorifico ed alla bassa umidità del PFU.
 

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