In Toscana 850.000 Pneumatici Fuori Uso raccolti e trattati da Ecopneus nel 2016

Impianti Aperti

In Toscana 7.690 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso-PFU sono state raccolte e recuperate nei primi sei mesi del 2016 da Ecopneus e riciclate in gomma per superfici sportive, asfalti silenziosi e duraturi, isolanti acustici, antivibranti ed energia sostenibile per famiglie e imprese. Pari in peso a 854mila pneumatici da autovettura, potrebbero coprire la superficie di 30 campi da calcio.

I dati sono stati diffusi nel corso di Impianti Aperti-Ecopneus, seconda tappa del 2016 dell’iniziativa che mostra da vicino alle istituzioni, al mondo industriale, agli organi di controllo e alla cittadinanza come viene gestito il processo di raccolta e recupero dei Pneumatici Fuori Uso e soprattutto fa conoscere le tantissime possibilità di impiego di questo prezioso materiale.

L’evento si è tenuto stamane presso la DIFE di Serravalle Pistoiese, azienda partner di Ecopneus specializzata nella raccolta, stoccaggio e trasporto dei PFU. La filiera strutturata da Ecopneus in Toscana si avvale anche dell’attività dell’azienda “Microgomma energia” di Abbadia Montepulciano (SI), specializzata invece nella granulazione dei Pneumatici Fuori Uso.

Ecopneus è la società senza scopo di lucro tra i principali responsabili della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia: coordina una filiera composta da aziende specializzate su tutto il territorio nazionale che garantiscono ogni anno recupero e riciclo delle circa 240.000 tonnellate di PFU di responsabilità Ecopneus.

La raccolta dei PFU preso i quasi 2.500 gommisti, stazioni di servizio e autofficine nella Regione è suddivisa tra le 1.889 tonnellate raccolte nella provincia di Firenze, 705 nella provincia di Grosseto, 591 a Livorno, 540 a Lucca, 535 a Massa Carrara, 413 a Pisa, 808 tonnellate a Pistoia, 510 a Prato e 898 tonnellate della provincia di Siena. La DIFE è inoltre partner Ecopneus anche per la raccolta dei PFU in Umbria, dove nei primi 6 mesi del 2016 sono state raccolte 2.213 tonnellate.

Attraverso un processo di frantumazione meccanica in passaggi successivi, il pneumatico a fine vita viene ridotto in frammenti sempre più piccoli fino ad arrivare alla separazione delle tre componenti di cui è costituito: fibre tessili, acciaio e principalmente polimero di gomma. Un concreto esempio delle possibilità di impiego di questo prezioso materiale sono le installazioni realizzate a Festambiente, il festival annuale di Legambiente che si tiene a Rispescia (GR): grazie ad Ecopneus negli anni sono state realizzate aree relax per famiglie, campi da calcio, aree gioco per bambini, piste ciclabili, sedute e panchine in gomma da riciclo. Anche l’auditorium del Festival è stato riqualificato acusticamente grazie alle proprietà fonoisolanti e fonoassorbenti della gomma da riciclo.

Un virtuoso sistema di green economy che oltre ad assicurare il corretto trattamento dei pneumatici a fine vita genera positivi impatti economici, ambientali e sociali. Un esempio ne sono gli interventi straordinari portati a termine da Ecopneus in due “stock storici” nella Regione: grandi accumuli di PFU formatisi in passato spesso a seguito di vicende al limite della legalità. Nel 2013, 1.200 tonnellate di PFU sono state rimosse da un deposito abbandonato ad Aulla (MS), mentre nel luglio 2015 2.000 tonnellate sono state prelevate a Rapolano (SI) dalla cosiddetta “collina della vergogna” dove da 10 anni giacevano abbandonati a deturpare uno dei paesaggi più belli del nostro Paese. Entrambi gli interventi sono stati portati a termine con risorse economiche Ecopneus senza nessun costo per l’Amministrazione Pubblica.

Ecopneus e la rete degli impianti partner per il recupero dei PFU