RI-REVERSE: conversione di linee ferroviarie in disuso in ciclovie

Ecopneus tra i collaboratori del progetto presentato al Politecnico di Torino

È stato presentato oggi al Politecnico di Torino RI-REVERSE, progetto nato con l’obiettivo di valorizzare le linee ferroviarie in disuso attraverso soluzioni temporanee, sostenibili e a basso impatto ambientale.  

L’iniziativa, nata dall’idea dell’artista Nino Ventura, è stata sviluppata con il contributo scientifico del Politecnico di Torino, in particolare dei Dipartimenti di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI), di Architettura e Design (DAD) e di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica (DISEG) e di Idea Plast, azienda di progettazione, stampi e prodotti in plastica riciclata. Il progetto è sostenuto da Ecopneus (società consortile senza scopo di lucro che gestisce la raccolta, il trattamento e il recupero degli Pneumatici Fuori Uso in tutto il territorio nazionale) e dalla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus, ha dichiarato: “Siamo lieti di aver supportato concretamente RI-REVERSE, progetto pienamente in linea con i principi dell’economia circolare e con l’impegno di Ecopneus, in particolare attraverso il finanziamento dello studio di fattibilità, essenziale per l’avvio e lo sviluppo dello stesso. Come Ecopneus ci impegniamo infatti a valorizzare un materiale prezioso quale è la gomma riciclata da PFU, capace di tornare a nuova vita in molteplici applicazioni offrendo benefici a livelli economici e ambientali, a sostenere la ricerca e l’innovazione e contribuire allo sviluppo del mercato della gomma riciclata per il consolidamento di una filiera solida e di qualità”.

Ri-REVERSE rientra tra i progetti finanziati dal Bando SWIch 2023 – Supporto alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e alla valorizzazione economica dell’innovazione promosso dalla Regione Piemonte, nella categoria progettuale 1.a “Small-Mid Challenges”. Hauna durata biennale: iniziato a settembre 2024, si concluderà a settembre 2026 e durante questo periodo verranno completate le fasi di progettazione, sperimentazione e validazione della ciclovia.

Da un’indagine condotta all’interno del progetto emerge che circa 2.000 km di linee ferroviarie dismesse sul territorio italiano risultano potenzialmente riqualificabili mediante il sistema Ri-REVERSE; di questi, circa 100 km si trovano in Piemonte.

Il progetto prevede la realizzazione di un dimostratore a grandezza reale di una sovrastruttura ciclabile reversibile: una struttura modulare posata direttamente sull’armamento ferroviario esistente, senza modificarlo in modo permanente.

La ciclovia Ri-REVERSE si distingue infatti per la sua reversibilità: la struttura, ancorata in modo sicuro e non invasivo ai binari esistenti, senza richiedere lo smantellamento o la modifica dell’armamento, preserva l’integrità dell’infrastruttura e può essere rimossa rapidamente in caso di riattivazione della linea, per essere riutilizzata altrove. Viene inoltre promosso l’impiego di materiali riciclati – l’impalcato, così come le lastre e le balaustre di protezione, sono realizzati in plastica riciclata, mentre la superficie di rotolamento e i cordoli laterali sono pensati per l’impiego di gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) – contribuendo alla riduzione dei rifiuti destinati alle discariche e al contenimento dell’utilizzo di nuove materie prime. Inoltre, l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria esistente consente di ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale legati agli interventi di riqualificazione del terreno e di smaltimento dei rifiuti nocivi necessari per la realizzazione di nuove ciclovie.

All’interno del progetto è stato realizzato un dimostratore di sovrastruttura ciclabile, appoggiato alla sede ferroviaria, situato nell’area Mirafiori del Politecnico di Torino. Dal livello di proof of concept sperimentale, la realizzazione del dimostratore a scala reale ne ha consentito la convalida in ambito industriale. Questa soluzione innovativa ha portato al deposito di una domanda di brevetto congiunta tra l’azienda Idea Plast, il Politecnico di Torino e Nino Ventura.