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“Impegno costante nel garantire efficienza e qualità di gestione, proseguendo il lavoro di ricerca e sviluppo a sostegno all’economia circolare della gomma”.

Alla guida del principale soggetto responsabile della gestione degli pneumatici fuori uso in Italia; di una rete di aziende partner per la raccolta e trattamento in tutta Italia che posizionano il nostro paese come caso di eccellenza a livello Europeo.

Comincia il lavoro di Giuseppina Carnimeo alla guida di Ecopneus, la società consortile che ogni anno gestisce e ricicla circa 200.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, raccolti presso una rete di circa 30.000 operatori del mercato del ricambio in tutte le regioni e le province d’Italia.

Un incarico che inaugura nell’attività di Ecopneus una nuova fase di piena maturità e consolidamento, con importanti nuove sfide da affrontare, legate allo scenario normativo di riferimento e alla necessità di dare definitivo impulso al mercato della gomma da riciclo.

Dopo quasi 13 anni dalla partenza del sistema nazionale di gestione dei PFU secondo il principio della Responsabilità Estesa del Produttore, l’attuale panorama del settore richiede un intervento sulle norme di riferimento, per poter cogliere opportunità, assicurare maggiore aderenza allo scenario nazionale del mercato del ricambio e per tenere il passo con lo sviluppo di sempre nuovi ambiti applicativi.

Un contributo determinante a questo processo è stato fornito fino ad oggi dal costante e significativo impegno in ricerca e sviluppo da parte di Ecopneus (circa 20 milioni di euro negli ultimi 10 anni), attraverso un’intensa collaborazione e una solida rete di relazioni con numerose aziende del settore. Un’urgenza che giunge anche dallo scenario degli altri Paesi europei, dove è in forte sviluppo il settore del riciclo chimico dei PFU, chiave di volta verso l’obiettivo di reintrodurre materia prima seconda nel ciclo di produzione degli pneumatici.

Giuseppina Carnimeo ha così commentato il suo ingresso in Ecopneus come nuovo Direttore Generale: “Accolgo questa sfida come un’importante opportunità per il mio percorso personale e professionale, ma soprattutto per contribuire ai più grandi obiettivi di sostenibilità del Paese, tra cui quello dell’economia circolare, cruciale anche per il legame che ha con l’azione di contrasto al cambiamento climatico e il risparmio delle risorse naturali, come da anni rendicontato da Ecopneus nel Bilancio di Sostenibilità. Contando sull’esperienza e la professionalità del team che ha costruito l’Ecopneus di oggi e grazie al supporto del CDA e del Presidente, che ringrazio per la fiducia, sono già al lavoro per portare il testimone che oggi ricevo verso obiettivi sempre più alti di efficienza e qualità, per la corretta gestione che porta alla valorizzazione della risorsa rappresentata dalla gomma riciclata”.

 

Giuseppina Carnimeo

Profilo professionale

Dopo una laurea in Economia e Commercio, conseguita nel 1998 presso l’università degli studi di Bari e un Master in “Gestione e Controllo dell’Ambiente” presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna nel 1999, Giuseppina Carnimeo gestisce, con crescenti responsabilità e autonomia, rapporti commerciali in campo ambientale e della gestione dei rifiuti, per la sostenibilità e la verifica di conformità ambientale per aziende operanti in diversi settori industriali.

Sono diverse le esperienze professionali, anche in ambito universitario e della consulenza, che ne caratterizzano il percorso, in CIAL dal 2005 in qualità, prima, di Responsabile per lo Sviluppo della Raccolta Differenziata, poi di Responsabile Gestione Materiali e, infine, di Direttore Generale.

Inoltre, Giuseppina Carnimeo è co-autrice, con Marco Frey e Fabio Iraldo, del libro “Gestione del prodotto e sostenibilità. Le imprese di fronte alle nuove prospettive delle politiche ambientali comunitarie e delle IPP (Integrated Product Policy)”. Pubblicato nel 2002, il libro approfondisce le politiche mirate al miglioramento degli impatti ambientali connessi alla produzione e al consumo dei prodotti e della Politica Integrata di Prodotto (IPP).