Le nuove superfici di gioco sintetiche sono sempre più diffuse rispetto a quelle in erba naturale, principalmente per i minori costi di manutenzione, per la resistenza alle condizioni meteorologiche e all’usura da attività sportiva. Nonostante ciò, in Italia le esperienze in ambito professionistico sono ancora in fase di sviluppo.

Una delle principali tematiche di discussione all’interno del movimento gioco calcio italiano e internazionale è – infatti – quella relativa all’utilizzo delle superfici di gioco artificiali ed ibride rispetto alle tradizionali superfici in erba naturale. 

Il nuovo campo del Bologna Fc1909 raccontato dai protagonisti

Proprio per comprendere meglio la relazione che si instaura tra la nuova area di gioco e gli atleti che è stato avviato presso il centro del Bologna Fc 1909 uno studio condotto dall’equipe del prof. Mauro Testa – esperto internazionale di biomeccanica –  in collaborazione con la società Captiks, per analizzare le attività sportive dei calciatori su due diverse superfici di gioco: quella del campo Duoshape – l’innovativo manto in erba sintetica Limonta con intaso mix in 70% gomma riciclata e 30% materiale organico – e una in erba naturale. 8 giocatori professionisti sono stati analizzati tramite l’utilizzo di sensori inerziali sia durante una serie di partitelle, che durante lo svolgimento di esercizi e giochi di posizione, con l’obiettivo di simulare il più possibile una reale esperienza di gioco.

I tanti dati raccolti grazie ad una metodologia altamente tecnologica hanno consentito di dimostrare che il campo sintetico deil Bologna Fc 1909 ha la stessa resa di un campo in erba naturale professionale, migliorando ulteriormente i vantaggi prestazionali ed economici dei campi in erba artificiale.