Recupero energetico

Ecopneus - Recupero energetico

Se forte è l’impegno di Ecopneus per il riciclo della gomma da PFU, la stessa attenzione è posta alla preparazione al recupero dei PFU come combustibili derivati per la produzione di energia, per quelle quantità che ogni anno il mercato delle applicazioni non è in grado di assorbire. Questo segmento rappresenta una componente fondamentale per la chiusura del ciclo del recupero dei PFU, anzitutto a fronte di un mercato interno della gomma riciclata da PFU ancora non sufficientemente maturo per assorbire tutto il materiale disponibile e agli ostacoli anche normativi che non ne favoriscono a pieno lo sviluppo.

Il recupero energetico dei PFU viene prevalentemente effettuato nei cementifici, che consente di sfruttare al meglio l’elevato potere calorifico della gomma, comparabile a quello del pet-coke, e le cui alte temperature di esercizio garantiscono il rispetto dei limiti di emissione. L’utilizzo in questo processo permette, inoltre, di recuperare come materiali i residui della combustione, ceneri e acciaio, che vengono inglobate nel prodotto finito, evitando il ricorso ad ulteriori materie prime vergini, con un beneficio ambientale ed economico per le aziende e la collettività. In misura minore, i PFU gestiti per il recupero energetico vengono avviati a impianti per la produzione di energia elettrica.

Anche per il recupero energetico, dunque, i PFU presentano caratteristiche che ne fanno una risorsa preziosa:

  • alto potere calorifico
  • utilizzo in sostituzione di altri combustibili più ricchi di componenti negative, migliorando di conseguenza lo scenario emissivo degli impianti
  • nella produzione di cemento, utilizzo funzionale anche dell’acciaio presente insieme alla gomma

Nel 2018, il recupero dei PFU per la produzione di energia (PFU interi o frantumati in ciabattati e cippati oltre alle fibre tessili separate nella lavorazione di granuli e polverini) è stato effettuato per il 57% in Italia (in 4 cementifici e 1 centrale di produzione di energia elettrica), il rimanente 43% è stato recuperato in cementifici esteri, prevalentemente in Turchia (54,2%), Corea del Sud (26,1%) e Romania (19,5%). Una quota sensibilmente inferiore è stata avviata a recupero per pirolisi in Rep. Slovacca (0,3%).

Diversamente dagli anni precedenti, non si riscontrano conferimenti di PFU a recupero energetico in Marocco e altri Paesi non OECD, a causa degli importi delle fidejussioni per il trasporto dei PFU verso tali destinazioni, che rendono questi conferimenti eccessivamente onerosi.